INVECCHIAMENTO FACCIALE

Uno studio pubblicato nel numero di Febbraio 2021 della rivista Plastic and Reconstructive Surgery sottolinea l’importanza  della perdita volumetrica del tessuto adiposo del volto nell’invecchiamento facciale. 

Gli autori hanno quantificato la riduzione di volume dei compartimenti adiposi del volto attraverso immagini TAC seriate eseguite lungo un periodo di 11 anni. 

PRINCIPI TEORICI 

Durante l’invecchiamento del volto avvengono modifiche a tre livelli:

Derma ( la struttura che sostiene e nutre la pelle ): avviene una disorganizzazione e assottigliamento determinato sia dalla riduzione della deposizione di fibre collagene che dai danni da raggi solari

Ossa del massiccio facciale: riduzione dell’altezza del volto, aumento della sua larghezza e retrusione mascellare che determinano una rotazione in senso orario del mascellare. Queste modifiche provocano la perdita della transizione graduale degli angoli del volto tipica dell’età giovanile. 

Atrofia dei compartimenti adiposi del volto: è una delle due determinanti dell’ aspetto del viso invecchiato, insieme agli effetti della forza di gravità 

RISULTATI DELLO STUDIO 

Si possono riassumere così:

– i compartimenti adiposi profondi vanno effettivamente incontro ad una riduzione del loro volume col passare degli anni, maggiore in quelli profondi che in quelli superficiali ( del 18,4% contro l’11,3%  ) 

–  questo determina una ‘ pseudoptosi ‘ particolarmente evidente nel terzo medio del volto dove è maggiormente concentrato il tessuto adiposo facciale: la proiezione degli zigomi si riduce, creando una discesa ( o ptosi ) dei compartimenti adiposi superficiali e un’aumento della profondità del solo naso-genieno.

Per questi motivi il lipofilling è in grado di contrastare gli effetti dell’invecchiamento facciale, ripristinando i volumi persi in particolare a carico dei compartimenti adiposi profondi.   

BIBLIOGRAFIA

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Invecchiamento cutaneo

La maggior parte dei danni legati all’invecchiamento della cute del volto sono legati a fattori esterni ( invecchiamento estrinseco ) come i raggi ultravioletti e il fumo, mentre una piccola parte è determinata da fattori genetici ( invecchiamento intrinseco ).

E’ nel derma, lo strato intermedio dei tre dai quali é composta la cute ( epidermide, derma e tessuto sottocutaneo ), il comparto in cui sono maggiormente evidenti i danni dell’invecchiamento. Il derma é costituito da fibroblasti immersi in una matrice extracellulare che, insieme alla giunzione dermo- epidermica, conferisce alla cute le sue proprietà di resilienza ed elasticità.

La matrice extracellulare é costituita per l’80-85 % da collagene di tipo I , per il 10-15 % da collagene di tipo III e la parte residua da elastina, proteoglicani e fibronectina, mentre la giunzione dermo-epidermica é formata da collagene di tipo VII.

Durante l’invecchiamento si assiste ad una riduzione del contenuto di collagene di tipo VII alla giunzione dermo-epidermica, in seguito sia alla riduzione della sua sintesi che all’aumento della sua digestione da parte di enzimi proteolitici come le metalloproteinasi e le collagenasi.

Invecchiamento intrinseco. La riduzione della sintesi di collagene da parte dei fibroblasti è determinato dall’invecchiamento fisiologico ( o intrinseco ); studi di biologia molecolare hanno messo in luce una riduzione sia della concentrazione dei recettori di EGF ( Epidermal Growth Factor, fattore di crescita dell’epidermide ) che della velocità di trasmissione del segnale all’interno della cellula con l’aumentare dell’età.

Invecchiamento estrinseco. Ma sono i raggi ultravioletti a giocare un ruolo maggiore nell’invecchiamento della cute, attivando gli enzimi proteolitici responsabili della digestione di fibre di collagene ed elastina. Una singola esposizione al sole aumenta il livello di metalloproteinasi presenti nell’epidermide e nel derma, i cui livelli vengono tenuti alti da un’esposizione cronica.

Studi istologici del fondo di rughe della fronte hanno dimostrato un assottigliamento dell’epidermide associato a elastosi del derma, con riduzione del contenuto di tropoelastina e di collagene tipo VII rispetto alla cute circostante sede di fotoinvecchiamento. La grande quantità di materiale elastotico circostante aumenta la profondità della ruga.

I cambiamenti istologici osservati nella cute sottoposta a fotoinvecchiamento, associata alle ripetute contrazioni della muscolatura mimica facciale sono i maggiori responsabili dello sviluppo delle rughe del volto.

Il lipofilling é in grado di contrastare gli effetti dell´ invecchiamento della cute del viso.

Bibliografia

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