ANATOMIA PALPEBRALE E CORREZIONE DI PTOSI

Una buona conoscenza dell’ anatomia della palpebra è importante per la correzione delle ptosi palpebrali, una delle patologie più frequenti in chirurgia orbito-palpebrale.

La chiusura della rima palpebrale risulta dall’azione di vari muscoli antagonisti: la porzione pre-tarsale del muscolo orbicolare, l’elevatore della palpebra, il muscolo di Muller e i retrattori della palpebra superiore.

Il muscolo elevatore determina un’escursione palpebrale di 12-15 mm.

Nelle ptosi congenite il muscolo elevatore é poco sviluppato e determina un’escursione minima, mentre nelle ptosi acquisite la causa più frequente é il rilassamento o la deiscenza dell’aponeurosi dell’elevatore a contrazione muscolare invariata

L’aponeurosi del muscolo elevatore si attacca attraverso bande fibrose alla plica palpebrale superiore, al bordo superiore del tarso e alla porzione pre-tarsale del muscolo orbicolare. Sul tarso, l’aponeurosi dell’elevatore é attaccata al tessuto connettivo posto al suo bordo superiore, vicino e sopra i follicoli ciliari.

Siccome il muscolo di Muller è attaccato direttamente al tarso mentre il muscolo elevatore attraverso bande fibrose che hanno un certo grado di elasticità, l’altezza della palpebra in condizioni normali viene controllata attraverso il sistema nervoso simpatico che innerva il muscolo di Muller.

Plicatura. Bisogna tenere presente che per dare risultati evidenti, bisogna plicare l’aponeurosi dell’elevatore di almeno 3 mm, oltre i quali ogni mm successivo determina l’innalzamento della palpebra di 1 mm .

Un eccesso di plicatura dell’aponeurosi ( sopra i 5 mm ) può causare un eccesso di congiuntiva e aponeurosi nel fornice superiore, per questo viene utilizzata solo nelle ptosi lievi.

Reinserzione. Le ptosi più gravi necessitano invece dell’incisione dell’ aponeurosi e la sua reinserzione al tarso, in grado di contrastare l’azione del muscolo di Muller, agendo direttamente nel sollevamento della palpebra superiore.

Carraway JH and Tran P. Blepharoplasty with ptosis repair. Aesthet Surg J 2009, 29 ( 1 ): 54-61.

BLEFAROPLASTICA E LIPOFILLING

Nel numero di dicembre 2020 della rivista Plastic and Reconstructive Surgery ho trovato due articoli che mi hanno dato occasione di analizzare la mia casistica e confermano le basi scientifiche di questa tecnica.

Il primo articolo é uno studio retrospettivo nel quale vengono analizzati i risultati di interventi di blefaroplastica eseguiti nell´arco di 20 anni correlandoli alle caratteristiche anatomiche della regione orbito-palpebrale.

Una palpebra superiore ideale dovrebbe avere uno spazio pre-tarsale privo di cute in eccesso e una distribuzione dei volumi tale da determinare una palpebra superiore piatta internamente e piena lateralmente, creando un´arco che si fonde perfettamente con la coda del sopracciglio. La radice del sopracciglio dovrebbe essere più bassa della coda del sopracciglio e viene determinata dalla forma del margine sovraorbitario.

Gli obiettivi di una blefaroplastica superiore sono:

– riportare il rapporto tra la distanza sopracciglio-plica palpebrale e plica palpebrale-bordo libero della palpebra a proporzioni ideali

– ricreare un arco palpebrale tondeggiante che si fonda armoniosamente con la regione peri-oculare


Il primo viene raggiunto con una rimozione di cute e muscolo orbicolare adeguata alle caratteristiche di partenza, il secondo con un lipofilling intramuscolare del margine sovraorbitario.

L´autore divide le pazienti in tre gruppi, a seconda della copertura dello spazio pre-tarsale ( area delle palpebre contenuta tra la plica palpebrale e il bordo libero della palpebra ) da parte della cute in eccesso.

Il tipo I I presenta una scomparsa completa dello spazio pre-tarsale, il tipo II una copertura parziale e il III presenta uno spazio pre-tarsale completamente visibile.

Le pazienti del Tipo III sono maggiormente a rischio di risultati insoddisfacenti con le tecniche convenzionali di blefaroplastica con escissione cutanea.

In questo sottogruppo di pazienti la rimozione di cute e muscolo orbicolare in eccesso va associata ad un lipofilling del margine sovraorbitario, alla trasposizione delle borse adipose della palpebra superiore o alla correzione di una ptosi palpebrale ( se presente ).

Il secondo articolo conferma l’efficacia della processazione meccanica nell’estrazione di cellule staminali dal tessuto adiposo. Il contenuto di adiponectina e di apolipoproteina, due proteine in grado di aumentare la plasticità e di regolare il metabolismo delle cellule staminali adipose è risultato invariato dopo filtrazione meccanica del grasso.

Questo dato scientifico è un’ulteriore supporto all’efficacia del Nanofatgrafting, che contiene per il 25% cellule adipose e per il 75% frazione vascolare stromale, comprendente cellule endoteliali, monociti, macrofagi, granulociti e linfociti. Questi, una volta infiltrati, sono in grado di aumentare la deposizione di nuove fibre collagene, promuovere la formazione di nuovi vasi e aumentare lo spessore del derma della cute trattata. Essendo un fenomeno biologico, i suoi effetti richiedono 12 mesi di tempo per essere clinicamente rilevabili.

BIBLIOGRAFIA

Alghoul MS, Bricker JT, Venkatesh V et al. Rethinking upper blepharoplasty: the impact of pretarsal show. Plast Reconstr Surg 2020, 146 ( 6 ) : 1239-1247 )

Prantl L, Eigenberger A, Klein S et al. Shear forces processing of lipoaspirates for stem cell enrichment dose not affect secretome of human cells detected by mass spectrometry in vitro. Plast reconstr Surg 2020, 146 (6 ): 749-758.

Tonnard P, Verpaele A and Carvas M. Fat grafting for facial rejuvenation with Nanofat grafts. Clin Plast Surg 2020, 47: 53-62

Compartimenti adiposi del volto

Anatomia

Il concetto che il tessuto adiposo sottocutaneo del volto non sia una massa confluente ma divisa in compartimenti é stato pubblicato per la prima volta sulla rivista Plastic and Reconstructive Surgery nel 2007. Studi anatomici successivi hanno chiarito la distribuzione esatta del tessuto adiposo nel viso. 

Sono legamenti e setti fibrosi a dividere il tessuto adiposo del volto in compartimenti, ognuno con una differente vascolarizzazione, spessore e consistenza.

I legamenti del volto sono robusti attacchi fibrosi che originano dal periostio o dalla fascia parotido-masseterina e si dirigono perpendicolarmente alla cute inserendosi nel derma. Ancorano la cute e il sistema muscolo aponeurotico superficiale ( SMAS ) ai tessuti profondi. 

L’estensione superficiale di questi legamenti nel tessuto sottocutaneo sono i setti fibrosi che dividono questo spazio nei compartimenti adiposi superficiali.

Nella regione malare si trovano il legamento zigomatico che la delimita superiormente e il legamento masseterino che la divide verticalmente in due , intorno all’orbita c’è il legamento orbicolare che  circonda quasi completamente la regione orbito-palpebrale e il legamento mandibolare, che si trova in corrispondenza delle inserzioni ossee del muscolo platisma.

La divisione dei legamenti in setti che avviene nel tessuto adiposo sottocutaneo connette lo SMAS al derma e fa sì che ogni strato si possa muovere indipendentemente durante l’espressione facciale.  

I legamenti e i setti fibrosi creando delle zone di adesione dividono il tessuto adiposo sottocutaneo del volto in compartimenti superficiali e profondi.  

I compartimenti adiposi superficiali si trovano al di sopra dei muscoli mimici e non ricoprono l’area di confine tra regione malare, angolo infero-esterno dell’orbita e arco zigomatico. Sono separati da setti.   

I compartimenti adiposi profondi si trovano sotto lo SMAS, subito al di sopra del periostio dell’orbita e delle ossa mascellare e zigomatico, quindi profondamente rispetto ai muscoli mimici. Sono divisi tra loro da legamenti.

Effetti dell’invecchiamento 

In un volto giovane i compartimenti adiposi del volto sono separati da angoli smussi, mentre nel volto invecchiato questo passaggio diventa più brusco, sia a causa della perdita di volume del tessuto sottocutaneo ( atrofia ) che della sua discesa determinata dal cedimento delle strutture di sostegno.

Atrofia. Riguarda sia i compartimenti adiposi superficiali che profondi, ma in misura diversa. Mentre il grasso della regione malare va incontro ad un discreto riassorbimento, i compartimenti adiposi della regione naso-geniena e della guancia rimangono relativamente stabili in volume  

Discesa. La parte inferiore del compartimento nasolabiale, le guance e la parte laterale degli zigomi ( lateralmente al legamento masseterino ) tendono a scendere, mentre questo fenomeno non si osserva nella parte mediale degli zigomi e nella regione temporale, che rimangono in posizione. Il motivo di questo fenomeno è anatomico: il compartimento malare mediale ( o malar fat pad ) è delimitato da strutture con inserzioni ossee, quali il legamento orbicolare e il muscolo grande zigomatico o da setti poco mobili come nel compartimento temporale superficiale, delimitato dai due setti temporale inferiore e superiore. 

Analizzando le due regioni in cui sono più evidenti i segni dell’invecchiamento: 

Regione orbito -palpebrale.  Accentuazione del solco naso-giugale e la sua estensione laterale, il solco palpebro-malare. Questo dipende dal fatto che il setto orbitario riduce la sua tenuta con l’età facendo scendere il grasso orbitario che va ad appoggiarsi al setto e al sottostante legamento orbicolare. La formazione di questo rigonfiamento, combinata alla riduzione volumetrica della regione malare, accentuano la visibilità del legamento orbicolare alla giunzione orbito-zigomatica. In alcuni casi, la retrazione della palpebra inferiore é in grado di determinare il cosidetto ‘ scleral show ‘, cioè l’esposizione della congiuntiva, una forma minore di ectropion.   

Regione geniena ( guance ). Il rilasciamento del supporto fornito dal legamento masseterino determina una caduta del muscolo platisma e del sovrastante compartimento adiposo della guancia verso il collo che, espandendosi al di fuori del bordo mandibolare, ne oscura il profilo. L’ accentuazione del solco labio-mentale e cambiamento del profilo mandibolare dipendono dalla discesa del tessuto adiposo superficiale delle guance secondaria al cedimento del setto mandibolare. Il solco che si crea subito davanti alle guance corrisponde al legamento mandibolare. Un’altro fenomeno legato all’invecchiamento di questa regione è la caratteristica rientranza dell’estensione cutanea del legamento mandibolare.  

Effetti del riempimento  

Compartimenti adiposi superficiali.  L’ infiltrazione di sostanze volumizzanti nel compartimento malare mediale ( o malar fat pad ) e in quello temporale superficiale non determina la discesa di queste struttura ma ne aumenta solamente la proiezione. Invece sia il compartimento naso-labiale che i due compartimenti delle guance ( inferior e superior jowl ) e la regione zigomatica laterale ( middle cheek ), se aumentati di volume, tendono a scendere

Compartimenti adiposi profondi. Tutti questi compartimenti, essendo delimitati da muscoli e legamenti con inserzioni ossee, non tendono a discendere se infiltrati con sostanze volumizzanti, ma aumentano solamente la loro proiezione.   

Il lipofilling é in grado di contrastare gli effetti dell´invecchiamento sui compartimenti adiposi del volto       

Bibliografia

Rohrich RJ, Pessa JE. The fat compartments of the face: Anatomy and clinical implications for cosmetic surgery. Plast Reconstr Surg. 2007;119:2219–2227; discussion 2228–2231.

Lambros V. Observations of periorbital and midface aging. Plast Reconstr Surg. 2007;120:1367–1376; discussion 1377. 

Gierloff M, Stöhring C, Buder T, Gassling V, Açil Y, Wiltfang J. Aging changes of the midfacial fat compartments: A computed tomographic study. Plast Reconstr Surg 2012;129:263–273.

Alghoul M and Codner MA. Retaining ligaments of the face: review of anatomy and clinical applications. Aesthet Surg J 2013; 33 ( 6 ), 769-782. 

Schenk TL, Koban KC, Schlattau A et al. The functional anatomy of the superficial fat compartments of the face: a detailed imaging study. Plast Reconstr Surg 2018; 141 ( 6 ), 1351-59.     

Cotofana S, Gotkin RH, Frank K et al. The functional anatomy of the deep facial fat compartments: a detailed imaging-based investigation. Plast Reconstr Surg 2019; 143 ( 1 ), 53-63.

Chirurgia Plastica in Trentino oggi

Evento aperto alla popolazione organizzato dal reparto di Chirurgia Plastica dell’Ospedale S. Chiara di Trento.

Sabato 18 Maggio ore 9

Unità estetiche e ricostruzione facciale

Leonardo da Vinci ha formulato per primo le proporzioni ideali del viso, dividendolo in tre terzi di uguali dimensioni. Studi antropomorfici moderni hanno messo in luce come non esistano proporzioni ideali del volto e che la maggior parte dei canoni di bellezza espressi nel rinascimento non siano altro che idealizzazioni artistiche. I parametri stabiliti nella letteratura della chirurgia plastica moderna sono basati sul lavoro del 1984 di Powell e Humpreys.

Uomo vitruviano di Leonardo da Vinci

L’analisi delle proporzioni del volto si basa punti di repere che dipendono dai rapporti tra le ossa del massiccio facciale e i tessuti molli che li ricoprono. I punti di riferimento ossei delle analisi cefalometriche vengono utilizzate in chirurgia ortognatica. Il piano di Francoforte è il riferimento standard per il posizionamento dei pazienti che devono essere fotografati in vista di interventi chirurgici e che devono essere sottoposti a radiografie per la cefalometria.

Il piano di Francoforte passa tra il bordo superiore del condotto uditivo esterno e il punto più basso del margine infraorbitario. E’ stato definito al Congresso Mondiale di Antropologia a Francoforte sul Meno nel 1884: determina la posizione anatomica del cranio umano, in un soggetto normale e vivo, in rapporto al terreno con cui si mantiene parallelo

Il volto é diviso in unità estetiche che possono essere ulteriormente suddivise in subunità. Ogni unità estetica ha una omologia di colore, testura e spessore della pelle, oltre alla eventuale presenza di follicoli piliferi e ghiandole sebacee. Sono la fronte, le palpebre, gli zigomi, il naso, le labbra, il mento e le orecchie. 

Le subunità invece, che sono state descritte nel naso e nelle orecchie, sono divise da cambiamenti di angolazione della cute.

La pianificazione chirurgica richiede l’analisi di quali unità e subunità siano interessate dalla perdita di sostanza e di come vadano ricostruite.

La ricostruzione di migliore qualità viene garantita da una cute che sia simile alla cute asportata in termini di spessore e testura. E che faccia cadere le cicatrici ai confini delle unità o delle subunità estetiche.   

BIBLIOGRAFIA

  • Farkas LG, Hreczko TA, Kolar JC, et al: Vertical and horizontal proportions of the face in young adult North American caucasians: revision of neoclassical cannons. Plast Reconstr Surg 75:328, 1985
  • Powell N, Humphreys B: Proportions of the aesthetic face, New York, 1984, Thieme-Stratton