La ptosi mammaria è una caduta del seno e può RIGUARDARE SOLO LA GHIANDOLA MAMMARIA ( GHIANDOLARE PURA ) O COMPLETA, CIOE’ ANCHE LA PELLE DEL SENO ( cutaneo-ghiandolare).

CAUSE
Le cause di questa discesa possono essere multiple, e Vandenbussche le distingue in 4 categorie
Ptosi primarie, senza ipertRofia, che interessano per definizione la donna giovane e sono legate: o a un difetto di elasticità cutanea o a una causa idiopatica ( seno pendulo, seno tuberoso o ptosi senza ipertrofia
Ptosi per eccesso di volume, che sono di gran lunga le più frequenti, e sono legate a un’ipertrofia della ghiandola nella donna giovane o ad un’ipertrofia glandulo-adiposa nell’obesità, nell’allattamento o in menopausa
Ptosi secondarie, da perdita di tessuto, che può essere ghiandolare dopo l’allattamento o adiposa nelle pazienti in sovrappeso dimagrite velocemente CON LA DIETA O DOPO INTERVENTI DI CHIRURGIA BARIATRICA
Ptosi asimmetriche, che possono riguardare ognuna delle 3 categorie precedenti, sia primarie che acquisite.

CLASSIFICAZIONE
Nella ptosi completa il complesso areola-capezzolo è sceso e, a seconda dell’altezza alla quale arriva, la classificazione di Regnault le distingue in 3 categorie:
Ptosi minore ( grado 1 ): il limite inferiore del complesso areola-capezzolo si trova al di sopra del solco inframammario o a livello del solco stesso
Ptosi moderata ( grado 2 ): il limite superiore del complesso areola-capezzolo si trova a livello del solco inframammario
Ptosi grave ( grado 3 ): il limite inferiore del complesso areola-capezzolo si trova sotto il livello del solco inframammario
Nella ptosi ghiandolare pura ( o pseudoptosi ), l’altezza del complesso areola-capezzolo è normale, mentre i quadranti inferiori del seno si trovano al di sotto del solco inframammario.

INDICAZIONI
Il tipo di intervento varia a seconda del grado di ptosi mammaria. A seconda che la ptosi sia di:
Grado I: si può trattare con una mastoplastica additiva
Grado II e pseudoptosi : si trattano con una mastopessi con cicatrice peri-areolare
Grado III: si tratta con una mastopessi con cicatrice a T invertita o con una mastopessi con autoprotesi

INTERVENTO CHIRURGICO
Mastopessi. Serve a sollevare il seno attraverso una plastica ghiandolare, adattando la cute alla sua nuova forma. Secondo l’entità dell’eccesso cutaneo può residuare una cicatrice peri-areolare, verticale o a T invertita.
Mastopessi con autoprotesi. Se il volume della mammella lo permette, si può utilizzare la ghiandola del quadranti mammari inferiori che, dopo disepidermizzazione, viene spostata a riempire i quadranti superiori, come se fosse una protesi.