Si definisce ipertrofia mammaria un seno di volume troppo importante in rapporto alla morfologia della paziente.
Questo eccesso di volume è generalmente associato ad una caduta del seno ( ptosi mammaria ) e spesso ad un certo grado di asimmetria.
Il peso eccessivo del seno agisce come una leva che destabilizza le forze che agiscono sul collo e sul dorso. Il baricentro si sposta superiormente e anteriormente durante le attività quotidiane, determinando un’alterazione della curvatura della colonna vertebrale, quale un aumento della lordosi lombare, della cifosi toracica e della lordosi cervicale.
Questo porta ad una contrazione compensatoria dei muscoli che agiscono sulla colonna vertebrale, causa di dolori cronici.
Oltre i dolori alla schiena, le donne con ipertrofia mammaria possono presentare cefalea, dolori alle spalle e infiammazione cronica dei solchi sotto-mammari.
L’intervento chirurgico destinato a correggere l’ipertrofia mammaria è la mastoplastica riduttiva, che serve a ridurre il volume del seno e acorreggere la ptosi.
La mastoplastica riduttiva determina un tasso di soddisfazione del 95% e il 96 % delle pazienti si ‘ sottoporrebbero di nuovo ‘ all’operazione.
TECNICA CHIRURGICA
DISEGNO PRE-OPERATORIO
L’intervento viene preceduto da un disegno pre-operatorio che serve a stabilire dove riposizionare l’areola e quanta cute e parenchima mammario asportare.


La chiave dell’intervento è quella di asportare una parte del parenchima mammario garantendo la vascolarizzazione del complesso areola-capezzolo, che verrà nutrito da un ‘ peduncolo, cioè una parte di tessuto che ne assicura la sopravvivenza.
PEDUNCOLO SUPERIORE
Viene disepidermizzata ( cioè asportata solo l’epidermide e parte del derma ) una lingua di cute a base superiore comprendente il complesso areola capezzolo.
PEDUNCOLO INFERIORE
Si disepidermizza la cute del seno tra areola e solco sottomammario e si asporta una parte di seno ai quadranti superiori e esterni.
Viene conservato un volume proporzionale alla conformazione fisica della paziente e il più possibile consono ai suoi desideri. Questo volume residuo viene sollevato, concentrato e rimodellato.
Poi bisogna adattare la cute mammaria al nuovo volume e fare corrispondere i bordi cutanei alla nuova forma del seno; la sutura dei bordi provocherà delle cicatrici a forma di T invertita.
La mia tecnica di scelta è la mastoplastica a peduncolo inferiore, perché conserva la sensibilità del complesso areola-capezzolo e forma un’ autoprotesi ai quadranti centrali e inferiori, che conferisce una buona proiezione al seno.

