Nel numero di dicembre 2020 della rivista Plastic and Reconstructive Surgery ho trovato due articoli che mi hanno dato occasione di analizzare la mia casistica e confermano le basi scientifiche di questa tecnica.
Il primo articolo é uno studio retrospettivo nel quale vengono analizzati i risultati di interventi di blefaroplastica eseguiti nell´arco di 20 anni correlandoli alle caratteristiche anatomiche della regione orbito-palpebrale.
Una palpebra superiore ideale dovrebbe avere uno spazio pre-tarsale privo di cute in eccesso e una distribuzione dei volumi tale da determinare una palpebra superiore piatta internamente e piena lateralmente, creando un´arco che si fonde perfettamente con la coda del sopracciglio. La radice del sopracciglio dovrebbe essere più bassa della coda del sopracciglio e viene determinata dalla forma del margine sovraorbitario.
Gli obiettivi di una blefaroplastica superiore sono:
– riportare il rapporto tra la distanza sopracciglio-plica palpebrale e plica palpebrale-bordo libero della palpebra a proporzioni ideali
– ricreare un arco palpebrale tondeggiante che si fonda armoniosamente con la regione peri-oculare




Il primo viene raggiunto con una rimozione di cute e muscolo orbicolare adeguata alle caratteristiche di partenza, il secondo con un lipofilling intramuscolare del margine sovraorbitario.
L´autore divide le pazienti in tre gruppi, a seconda della copertura dello spazio pre-tarsale ( area delle palpebre contenuta tra la plica palpebrale e il bordo libero della palpebra ) da parte della cute in eccesso.
Il tipo I I presenta una scomparsa completa dello spazio pre-tarsale, il tipo II una copertura parziale e il III presenta uno spazio pre-tarsale completamente visibile.



Le pazienti del Tipo III sono maggiormente a rischio di risultati insoddisfacenti con le tecniche convenzionali di blefaroplastica con escissione cutanea.
In questo sottogruppo di pazienti la rimozione di cute e muscolo orbicolare in eccesso va associata ad un lipofilling del margine sovraorbitario, alla trasposizione delle borse adipose della palpebra superiore o alla correzione di una ptosi palpebrale ( se presente ).
Il secondo articolo conferma l’efficacia della processazione meccanica nell’estrazione di cellule staminali dal tessuto adiposo. Il contenuto di adiponectina e di apolipoproteina, due proteine in grado di aumentare la plasticità e di regolare il metabolismo delle cellule staminali adipose è risultato invariato dopo filtrazione meccanica del grasso.
Questo dato scientifico è un’ulteriore supporto all’efficacia del Nanofatgrafting, che contiene per il 25% cellule adipose e per il 75% frazione vascolare stromale, comprendente cellule endoteliali, monociti, macrofagi, granulociti e linfociti. Questi, una volta infiltrati, sono in grado di aumentare la deposizione di nuove fibre collagene, promuovere la formazione di nuovi vasi e aumentare lo spessore del derma della cute trattata. Essendo un fenomeno biologico, i suoi effetti richiedono 12 mesi di tempo per essere clinicamente rilevabili.
BIBLIOGRAFIA
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Tonnard P, Verpaele A and Carvas M. Fat grafting for facial rejuvenation with Nanofat grafts. Clin Plast Surg 2020, 47: 53-62
Buongiorno, Dottore,
lei si occupa anche di interventi revisionali? ( nel caso specifico per palpebra superiore incavata a seguito di blefaroplastica precedente troppo aggressiva, e cicatrice troppo vicina al canto mediale)
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Buongiorno, sí ne faccio, da valutare a visita per programmare l’intervento adeguato
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