Effetti biologici del lipofilling

Il lipofilling é un trapianto di tessuto adiposo da una sede anatomica ad un’altra nello stesso organismo, con effetto sia di aumento volumetrico che di miglioramento di qualità della pelle trattata.  

 In che cosa consiste e quali indicazioni ha ? 

Viene prelevato del grasso dai depositi adiposi dell’organismo con cannule da lipoaspirazione e trasferito ad altri distretti corporei della stessa paziente.     

E’ stato il dr. Sidney  Coleman, pubblicando vari articoli nel corso degli anni ´90,  a standardizzare la tecnica di prelievo e reinfiltrazione del tessuto adiposo che, con alcune modifiche, viene praticata al giorno d’oggi.   

Fu il primo a dimostare che il grasso prelevato non solo è in grado di integrarsi nei tessuti riceventi persistendo nel tempo, ma anche di migliorare le qualità della pelle.   

Al giorno d’oggi l’efficacia del lipofilling è dimostrata nel trattamento del danno da invecchiamento del volto, nel danno da radioterapia, nella terapia della contrattura capsulare nelle protesi mammarie, nel riparo delle corde vocali danneggiate, nelle ulcere croniche, nella terapia della calvizie e nel trattamento dell’ artrosi in fase precoce. 

La qualità del risultato dipende dalla zona di prelievo del grasso ? 

Studi attuali dimostrano come la qualità del tessuto adiposo trapiantato sia indipendente dalla zona di prelievo ( addome, fianchi, regioni peri-trocanteriche, faccia interna delle ginocchia ).  

Che percentuale di tessuto adiposo trapiantato sopravvive ? 

Ci sono pubblicazioni che dimostrano come il prelievo di grasso effettuato con cannule smusse sia in grado di garantire un tasso di sopravvivenza di circa il 90% dei tessuti trapiantati. 

Durante un lipofilling non vengono trasferite solo cellule adipose mature, ma anche pre-adipociti e cellule staminali adipose. 

E’ ben documentato come non sia tanto l’adipocita maturo, costituzionalmente fragile a causa dell’elevata quantità di grasso presente al suo interno, quanto il pre-adipocita e la cellula staminale adiposa a contribuire all’efficacia del trasferimento di tessuto adiposo.

Le cellule staminali infatti sono meno suscettibili sia al danno meccanico provocato dal prelievo di tessuto adiposo, che all’ipossia relativa alla quale questi tessuti vengono sottoposti durante il trapianto.

Quali tessuti vengono trapiantati e che effetti biologici provocano nella zona ricevente ?   

Il tessuto adiposo, oltre a servire serve come deposito energetico, fornisce isolamento e protezione all’organismo, formando uno strato quasi continuo sotto la pelle, detto pannicolo adiposo sottocutaneo.  

Ogni tessuto è formato da una popolazione di cellule specializzate, con un ruolo specifico a seconda del sito e da una componente stromale, che ha un ruolo di supporto alla funzione delle prime.

Nel tessuto adiposo, le cellule specializzate sono gli adipociti, mentre la componente stromale ( costituita da pre-adipociti, cellule staminali adipose, fibroblasti, cellule immunitarie e cellule endoteliali ) serve come struttura di supporto. 

Adipociti. Oggi è riconosciuto che, più che un compartimento con un determinato numero di cellule che varia solo di dimensione e non di numero, il tessuto adiposo adulto va incontro ad una sostituzione del 10-20% delle sue cellule ogni anno. 

I precursori degli adipociti, o pre-adipociti, reagiscono ai mediatori chimici prodotti dagli adipociti senescenti differenziandosi in adipociti maturi. Questo insieme di segnali serve per mantenere la stabilità del compartimento, rimpiazzando le cellule adipose morte con nuove cellule ed evitando l’accumulo di cellule immature.     

Componente stromale. In risposta ad un insulto esterno, la componente stromale ha il ruolo di rimodellare la matrice extracellulare, stimolare l’angiogenesi, modulare la risposta immunitaria e stimolare il ricambio cellulare.   

Cosa determina il grasso trapiantato nei tessuti circostanti ?

Diversi studi hanno dimostrato un’interazione delle cellule trapiantate durante un lipofilling con i tessuti che le circondano: stimolano processi riparativi sia direttamente che attraverso la produzione di fattori di crescita in grado di stimolare l’angiogenesi, cioè la formazione di nuovi vasi. 

Altri studi evidenziano la plasticità dei pre-adipociti, capaci di trasformarsi in macrofagi, in grado sia di aumentare le risposte immunitarie che di eliminare le cellule danneggiate, favorendo il rimodellamento tissutale.  

L’osservazione clinica che il lipofilling sia in grado di migliorare la qualità della pelle è sostenuta da dati scientifici ?

In letteratura sono stati pubblicati al momento solo due studi sperimentali che provano i cambiamenti istologici in tessuti trattati con lipofilling.

Il primo osserva un’aumento dello spessore del derma, un’incremento della deposizione di fibre collagene e una neovascolarizzazione nei tessuti trattati su modello animale, il secondo conferma gli stessi cambiamenti istologici nell’essere umano. 

Cosa sono e che ruolo hanno le cellule staminali adipose ? 

Il termine ‘ cellula staminale ‘ sta ad indicare una cellula multipotente, in grado di trasformarsi in qualsiasi tessuto e prelevata da un organismo adulto, non da cordone ombelicale né dal midollo osseo.   

Il tessuto adiposo è diventato una delle sorgenti maggiormente utilizzate di cellule staminali a causa della sua abbondanza nell’organismo adulto e della facilità di accesso.  

La maggior parte delle cellule staminali contenute nell’ organismo umano sono associate e stoccate in prossimità dei capillari del microcircolo.

Il tessuto adiposo è quello che, avendo un microcircolo particolarmente sviluppato,  presenta la maggiore concentrazione di cellule staminali, con 5000 cellule per grammo di tessuto contro 100 -1000 per millimetro cubo di midollo osseo. Uno studio evidenzia come da 1 grammo di tessuto adiposo si possano isolare oltre 350.000 pre-adipociti.  

Le cellule staminali sono in grado di differenziarsi in qualsiasi tessuto presente nell’organismo umano: osso, cartilagine, muscolo scheletrico, muscolo cardiaco, vaso sanguigni, nervi e cute.  Questa proprietà è stata dimostrata sia in vitro che su modello animale. E’ stata dimostrata la formazione di un’ epidermide completamente differenziata da cellule staminali coltivate in vitro. 

Quali accorgimenti tecnici determinano la massima sopravvivenza degli adipociti trapiantati ?

Il diametro ideale della cannula da prelievo non è stato ancora standardizzato, perchè cannule di grosso diametro riducono il traumatismo del prelievo e aumentano la vitalità degli adipociti durante il trapianto, mentre cannule di piccolo diametro garantiscono una maggiore precisione dell’innesto, favorendone la rivascolarizzazione da parte della zona ricevente. 

L ´importante é utilizzare cannule da prelievo atraumatiche e reinnestare il tessuto adiposo in piccole quantità di grasso distribuendolo in maniera regolare ed evitando la formazione di boli. Le cellule trapiantate si devono trovare ad una distanza massima di 2 mm circa dai vasi che le nutriranno. Questa ampia superficie di contatto tra zona ricevente e tessuti trapiantati promuove una rivascolarizzazione efficiente del tessuto adiposo e quindi la sua sopravvivenza. 

Uno studio pubblicato nel 2018 su Plastic and Reconstructive Surgery, che paragona l’efficacia di cannule di vario diametro, arriva alla conclusione che siano i piccoli volumi iniettati con cannule di piccolo diametro ( 16-19 Gauges ) a dare i migliori risultati in termini di sopravvivenza del grasso trapiantato.  

Quale tecnica utilizzo di preferenza ?  

Nella descrizione utilizzerò la terminologia introdotta dal dr Tonnard in un articolo pubblicato nel 2013 su Plastic and Reconstructive Surgery, che mi convince per la praticità e la descrizione chiara della metodica:

  • Macrofat: prelievo di tessuto adiposo con cannule Sorensen e sua reinfiltrazione 
  • Microfat: prelievo con cannule da macrofat e reinfiltrazione dopo emulsione 
  • Nanofat: prelievo con cannule da macrofat e reinfiltrazione dopo emulsione e filtrazione 

Macro e microfat hanno la funzione di riempimento volumetrico, mentre il nanofatgrafting va considerato come un rigenerativo tissutale.

Nanofatgrafting. Pubblicazioni recenti mettono in luce come le cellule staminali adipose rimangano vitali dopo emulsione e filtrazione successiva al loro prelievo.  Uno dei vantaggi di questa procedura risiede nel fatto che l’intero campione, costituito da cellule adipose e componente stromale, contenente quindi pre-adipociti, cellule staminali e cellule mesenchimali di varia origine, sopravviva al trattamento e possa essere infiltrata con aghi sottili ( 25-30 Gauges ).   

L’infiltrazione intradermica di nanofat effettuata durante un lipofilling del viso determina uno stimolo alla riparazione dei tessuti aumentando la vascolarizzazione dei tessuti e promuovendo la rimozione di cellule e tessuti danneggiati dall’età o da cicatrici. 

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